2 maggio 2016

COS’E’ IL CNSU

Il CNSU è il Consiglio Nazionale Studenti Universitari, un organo consultivo di rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi attivati nelle università italiane, di laurea, di laurea specialistica, di specializzazione e di dottorato.

Da chi è composto? 

Il CNSU è composto da ventotto componenti eletti dagli studenti iscritti ai corsi di laurea e di laurea specialistica, da un componente eletto dagli iscritti ai corsi di specializzazione e da un componente eletto dagli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca. I componenti sono nominati con decreto del Ministro, durano in carica tre anni, non sono rieleggibili e decadono quando perdono i requisiti necessari. Le elezioni avvengono ogni tre anni.

Di cosa si occupa? Perché dovrebbe interessarmi? 

Il CNSU formula pareri e proposte al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca riguardo il mondo universitario nel suo complesso (attuazione delle riforme, diritto allo studio, finanziamenti, notizie di rilevanza nazionale che riguardano gli atenei nazionali). In particolare:

a. su progetti di riordino del sistema universitario predisposti dal Ministro;

b. sui decreti ministeriali, con i quali sono definiti i criteri generali per la disciplina degli ordinamenti didattici dei corsi di studio universitario, nonché le modalità e gli strumenti per l’orientamento e per favorire la mobilità degli studenti;

c. sui criteri per l’assegnazione e l’utilizzazione del fondo per il finanziamento ordinario (FFO) delle università.

Inoltre il CNSU: 

a. elegge nel proprio seno otto rappresentanti degli studenti nel Consiglio Universitario Nazionale (CUN);

b. può formulare proposte e può essere sentito dal Ministro su altre materie di interesse generale per l’università;

c. presenta al Ministro, entro due anni dall’insediamento, una relazione sulla condizione studentesca nell’ambito del sistema universitario;

d. può rivolgere quesiti al Ministro circa fatti o eventi di rilevanza nazionale riguardanti la didattica e la condizione studentesca, cui è data risposta entro 60 giorni.

Come funziona il CNSU? 

Il CNSU si riunisce a Roma. Durante la seduta di insediamento, a cui partecipa il Ministro, vengono eletti il Presidente del CNSU e l’ufficio di presidenza, che è composto da almeno tre membri e può essere ampliato fino a sette. Il Consiglio si articola in gruppi consiliari ed ognuno di essi deve essere composto da almeno tre membri, tra cui deve essere individuato un capogruppo. Il Presidente nomina il Vicepresidente e, dopo l’istituzione delle commissioni permanenti e dei gruppi di lavoro interni, ne nomina i rispettivi Presidenti.

È importante che la voce degli studenti sia portata all’interno di organi nazionali a diretto contatto con il Ministero… Ecco perché dobbiamo fare la scelta giusta per il CNSU!

COSA ABBIAMO FATTO | 2013-2016

Il mandato di CNSU 2013 – 2016 è stato quello del cambiamento, che ha visto eleggere per la prima volta un Presidente dell’Udu e che ha creato un consiglio diverso rispetto al passato sotto molti aspetti.

Innanzitutto internamente, con una migliore organizzazione e soprattutto con più democrazia e condivisione delle tematiche. Il lavoro delle singole commissioni è stato costante e ha permesso al CNSU di seguire tanti dei temi prioritari per gli studenti, in un contesto di grande operatività caratterizzata dall’alto numero di sedute ufficiali, a cui si aggiunge la maggiore condivisione di informazioni, documenti e progetti.

Da un altro punto di vista, il nostro è stato sicuramente un Consiglio più aperto. Questo sia perché si è dato un profilo tecnico e di contenuto, pubblicando diversi documenti, ma anche perché non si è sottratto al dibattito pubblico tra stampa, approfondimenti televisivi e radiofonici, congressi, convegni e articoli giornalistici. La pubblicazione di documenti ha dato ai contenuti del Consiglio un’ampia visibilità da parte del sistema universitario. L’attenzione al profilo pubblico, invece, ha permesso di poter entrare nel dibattito sui temi universitari come soggetto forte e riconosciuto, sostenuto dal grande lavoro sui contenuti.

I cambiamenti attuati in questo CNSU hanno reso possibile aprire un dibattito sull’università in luoghi dove prima non si discuteva, facendo arrivate la voce degli studenti universitari dove prima non era presente.

Dopo aver denunciato fin da subito gli effetti che si sarebbero presentati con il nuovo ISEE abbiamo ottenuto un tavolo ministeriale apposito che ha poi condotto all’innalzamento per il prossimo anno accademico della soglia massima ISEE a 23mila euro e della soglia ISPE a 50 mila euro. Il Ministro stesso in una dichiarazione ha riconosciuto il nostro lavoro e ora vogliamo che le Regioni adeguino le soglie.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto di riordino delle classi di concorso, che tra le varie novità permette l’accesso all’insegnamento anche a delle classi di laurea precedentemente non previste, come ai laureati in Scienze Politiche. Questo risultato arriva al termine di un percorso iniziato a giugno 2014, quando abbiamo presentato una mozione in CNSU chiedendo proprio l’accesso all’insegnamento per i laureati in Scienze Politiche, portando poi la tematica in tutti gli altri luoghi e momenti di discussione.

Il documento sulla condizione studentesca è lo strumento più importante a disposizione del CNSU per fotografare la situazione del sistema universitario. Nei contenuti fornisce una descrizione approfondita di un sistema universitario in forte crisi in molti settori, soprattutto nel Diritto allo Studio. I capitoli si riferiscono alle tematiche affrontate, che sono: Diritto allo Studio, didattica, internazionalizzazione, mondo del lavoro, dottorandi, rappresentanza.

Questo documento è stato elaborato per portare dei punti precisi al tavolo sulla discussione dei L.E.P., i principali sono:

  • aumento dei finanziamenti statali e regionali, che devono basarsi sul fabbisogno reale in termini di studenti idonei;
  • definizione di una platea ampia di servizi rivolta a tutti gli studenti, che risponda a tutte le esigenze della condizione studentesca e sia uniforme sul territorio nazionale;
  • aumento della platea di studenti idonei, innalzamento della soglia ISEE ed eliminazione dell’indicatore ISPE per l’accesso alla borsa di studio.

La Legge 107 del 015, “La Buona Scuola” prevede alcune deleghe al Governo, tra cui quella relativa alla formazione dei docenti e all’accesso all’insegnamento. Questo tema riguarda molto da vicino l’ambiente universitario, ma non è stato chiesto al CNSU di esprimersi nel merito, se non partecipando al tavolo ministeriale che si è tenuto ad ottobre 2015 e successivamente non è stato più convocato. Per questo motivo il CNSU ha realizzato un documento sul tema: partendo dall’analisi dei singoli punti previsti nella Legge ha avanzato delle proposte e posto numerose domande sugli aspetti non specificati. Abbiamo deciso di rispondere in maniera tecnica e contenutisticamente forte producendo questo documento, ribadendo che è fondamentale che le idee degli studenti vengano ascoltate e che la discussione ministeriale e governativa ne recepisca le proposte.

A vent’anni dalla sua istituzione, il CNSU non è mai stato rivisto o aggiornato: l’esigenza di una riforma o di una modifica dell’Organo è nata dall’esperienza maturata in questi anni di rappresentanza, con l’obiettivo di dare al Consiglio una maggiore forza istituzionale. Inoltre, con questa proposta si vuole rendere il CNSU uno strumento di rappresentanza più utile a tutti gli studenti e ai rappresentanti degli atenei. Le tematiche trattate e le novità sono varie: confronto con le rappresentanze studentesche, controllo sulle elezioni studentesche e sulle modifiche alla Carta dei Diritti, referendum studenteschi, maggiori rapporti con MIUR, Parlamento ed ANVUR… Senza tralasciare alcune importanti modifiche relative al funzionamento interno, su cui il Consiglio stesso può intervenire direttamente, come la volontà di normare le decadenze e la pubblicazione dei verbali delle sedute dopo la loro approvazione.

Tra gli atti più importanti su cui il CNSU è chiamato ad esprimere annualmente un parere obbligatorio vi sono i criteri di riparto del Fondo di Finanziamento Ordinario alle Università (la principale voce di sostentamento degli Atenei, che proviene dallo Stato), diviso in quota base e premiale. Ogni anno il Ministero definisce con un Decreto l’entità delle quote e i dettagli dei criteri di riparto di quella premiale. In questi anni, soprattutto grazie al lavoro del nostro gruppo, il CNSU ha formulato pareri articolati, che sottolineano tutte le criticità del sistema, come la mancanza di risorse, i ritardi, e la necessità di superare la “premialità punitiva”.

La ri orma Gelmini ha previsto l’introduzione del “costo standard unitario di formazione per studente in corso”, un meccanismo che lega una parte del finanziamento al numero di studenti presenti negli atenei, definito con decreto interministeriale senza prevedere un parere del CNSU. Il Consiglio ha dimostrato di essere attivo, denunciando il metodo di definizione del costo standard e chiedendo con forza di intervenire.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha recepito la mozione proposta dal rappresentante dei dottorandi sull’adeguamento della durata dei corsi di dottorato nei casi di avvio posticipato, subentro e sospensione temporanea. In particolare, è stata inviata una nota del MIUR al Presidente del CNSU e a tutti i Rettori in cui si dice che viene concessa una proroga per la chiusura del XXIX ciclo, tenendo in considerazione il ritardo del suo avvio, e si chiede inoltre di garantire a tutti i dottorandi coinvolti il rispetto della durata minima di tre anni del dottorato.