3 maggio 2016

DIRITTI

Nel nostro paese è totalmente assente un dibattito sulla dimensione sociale dello studente: i bisogni della nostra condizione non si esauriscono tra le mura dell’università, nei servizi didattici o del diritto allo studio. Siamo cittadini che vivono quotidianamente e per lunghi periodi la città in cui abbiamo deciso di studiare, presenza attiva e qualificante dal punto di vista sociale e culturale nonché rilevante fonte di ricchezza, materiale e immateriale, per il territorio. D’altra parte la componente studentesca vive al proprio interno le stesse discriminazioni verso le condizioni sottorappresentate che attraversano il resto della nostra società: studenti e studentesse disabili, in transizione di genere, lgbt, stranieri o che affrontano maternità e paternità, non trovano spesso nelle nostre università servizi adeguati, personale preparato, condizioni minime di inclusione. È ora che si apra una vera stagione dei diritti, riconoscendo finalmente inclusione e cittadinanza a studenti e studentesse, qualunque sia la loro condizione, dentro e fuori l’università.

Che cosa faremo:

  • Ci batteremo affinché sia riconosciuta la piena cittadinanza degli studenti garantendo a tutti l’esercizio del diritto di voto per le elezioni amministrative, l’assistenza sanitaria, l’accesso alla cultura e allo svago e misure concrete sugli affitti, come i canoni agevolati e la lotta contro gli affitti in nero.
  • Ci impegneremo perché si apra nell’università italiana una stagione di inclusione e riconoscimento. Negli ultimi anni abbiamo portato in discussione nei singoli atenei proposte concrete, dalla Carta dei diritti al riconoscimento del doppio libretto per gli studenti in transizione, approvato in molte università grazie al nostro impegno. Ora è necessario portare questa ed altre vertenze all’interno del CNSU, perché dai singoli atenei la battaglia arrivi al Ministero.