3 maggio 2016

PARTECIPAZIONE

La rappresentanza studentesca nel nostro Paese non è ancora realmente legittimata e riconosciuta come una componente indispensabile. A tutti livelli, dagli organi di governo degli atenei al Ministero, le istituzioni non hanno la volontà politica di considerarci interlocutori paritari. La rappresentanza degli studenti è spesso limitata nel recinto di una partecipazione dovuta, ma pur sempre minoritaria ed esclusa dai veri processi decisionali. Dalla battaglia per la creazione del CNSU negli anni ’90, alle lotte contro la riforma autoritaria della Gelmini nel 2008 abbiamo sempre rivendicato spazi di partecipazione e democrazia, dove poter portare competenze e idee e soprattutto dare voce agli studenti e ai loro diritti. Istituito nel 1999, il CNSU soffre ancora di un riconoscimento solo parziale da parte delle istituzioni, mentre negli atenei la riforma Gelmini ha spostato la maggior parte dei poteri in capo ai rettori, ai Consigli di amministrazione e ai presidenti di Dipartimento, svuotando la rappresentanza e relegandola spesso a funzioni meramente consultive. Come già avviene in molti paesi europei, vogliamo finalmente una piena inclusione degli studenti nei processi di determinazione delle politiche in materia di università e ricerca.

Che cosa faremo:

  • Continueremo ad impegnarci perché il CNSU sia coinvolto a pieno titolo in tutte le discussioni e le decisioni che riguardano l’Università, dai Ministeri al Parlamento, ottenendo la possibilità di esprimersi su tutte le questioni rilevanti per il mondo accademico. Molto è stato fatto in questi tre anni, ma la strada per un totale riconoscimento è ancora lunga.
  • Ci batteremo per una riforma della Governance degli atenei: vogliamo l’autogoverno democratico dell’Università, in cui tutte le componenti, studenti, dottorandi, ricercatori, tecnici amministrativi e docenti, concorrono in modo paritario alle scelte di indirizzo e gestione della comunità accademica.